I Fari
I fari sono costituiti, generalmente, da costruzioni in muratura che si ergono in prossimità di punti salienti della costa, in modo da essere utilizzati per determinare la propria posizione e il facile riconoscimento della costa.
I fari sono composti da:
la sorgente luminosa;
l'apparato illuminante;
l'armatura;
la lanterna.
Sulle carte nautiche questi segnali sono raffigurati con una stella o un punto da cui si diparte una goccia color magenta.
Vicino al simbolo vengono trascritte le caratteristiche del segnalamento, così come raffigurato di seguito.
La scritta deve essere interpretata in questo modo:
  1. faro con luce bianca a gruppi di tre lampi
  2. periodo 6 secondi
  3. altezza della luce sul livello medio del mare 10 metri
  4. portata nominale 12 miglia
Eventuali ostacoli presenti sulla costa e posti in vicinanza del faro possono limitare la visibilità della sua luce in un certo settore, che viene definito da due rilevamenti veri del faro presi dal mare.
Altre volte e per circostanze diverse, possono essere creati degli schermi artificiali, che oscurano o colorano la luce in qualche settore.
Occorre soffermarci un attimo sulla portata dei fari, sia perché normalmente si fa qualche confusione sulle varie definizioni, sia perché capire esattamente cosa si intende per portata può essere d'aiuto alla navigazione.
        
Definiamo pertanto Portata geografica la massima distanza alla quale la luce di un faro può essere veduta, in relazione alla:
  1. elevazione dell'osservatore sul livello del mare (e);
  2. elevazione della sorgente luminosa (h);
  3. curvatura della superficie terrestre.
Esiste una formula che mette in relazione questi tre parametri e consente di ricavare, con buona approssimazione, la portata geografica di un faro


in essa P rappresenta la portata in miglia, e ed h le elevazioni in metri, sul livello del mare, dell'osservatore e della sorgente luminosa. Viene definita Portata luminosa la massima distanza alla quale possibile osservare la luce di un faro, in relazione alla intensità della sua luce, alla visibilità meteorologica e alla acutezza visiva dell'osservatore.
È detta Visibilità meteorologica la massima distanza alla quale possibile riconoscere un oggetto nero di dimensioni e forme stabilite, posto all'orizzonte, sullo sfondo del cielo.
Viene detta infine Portata nominale (che corrisponde a quella riportata nell'Elenco Fari) la portata luminosa in presenza di una visibilità meteorologica uguale a 10 miglia.
Riprendi la lettura dei segnali luminosi
Leggi le Storie di fari di Annamaria "Lilla" Mariotti