


Articolo di Fabrizio Moglia - Tratto da "Mondo Pesca", direttore Alberto Belfiori
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Anche se il titolo può immediatamente rievocare immagini di flats caraibiche o barriera australiana questo articolo vuole introdurre una tecnica di pesca attuabile anche in mediterraneo ed in particolare in Sardegna che, a mio avviso, offre molte più opportunità rispetto ad altre zone italiane. Partendo dal presupposto che ogni pesce insidiabile con esca naturale può essere catturato con un artificiale viene spontaneo chiedersi perché non tentare con la pesca a mosca; di artificiali sempre si tratta. |
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E' importante approciare questa affascinante tecnica alla stessa stregua dello spinning ovvero facendo una analisi razionale di quali prede si possono realmente catturare e quali rischiano di essere e rimanere delle chimere. Facendo un esempio pratico, provate a pensare alle grandi ricciole. Sappiamo bene che questi carangidi, raggiunte le taglie forti (20 kg e più) si catturano a traina con esca viva ed è assai improbabile insidiarle con qualunque tipo di esca artificiale. |
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Non ha quindi molto senso pensare alla ricciolona con la mosca. In ogni caso è consigliabile considerarla una tecnica che può donare grandi soddisfazioni non tanto per la quantità di catture ma per il modo in cui esse avvengono che, tradotto in italiano corrente significa che pescare a traina od a surf rende molto di più però, parlo per esperienza personale, dopo 30 anni di pesca di tutti i tipi, avvicinare il mare con una tecnica ancora poco diffusa in Italia mi ha donato un grande entusiasmo. Proviamo a fare una panoramica sui pesci insidiabili, sui periodi, sulle attrezzature e sugli artificiali per poi, nei prossimi numeri, entrare nel dettaglio. Innanzitutto si possono suddividere i nostri avversari in tre gruppi ben precisi, gruppi definiti dalle analogie di tecnica e non certo come appartenenza ad una determinata specie. I tre gruppi sono rappresentati dai predatori minori, i predatori tradizionali ed i pelagici. |
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Predatori minori Ci sono svariati predatori minori che ben si prestano alla PAM, tra cui occhiate, aguglie, piccoli lucci di mare, tracine e lecce stella. Tutti questi pesci possono essere insidiati sia da riva che dalla barca ed i periodi sono tipicamente quelli caldi, da maggio-giugno sino ad ottobre. Le regole che conviene osservare non sono granchè diverse da quelle normalmente prese in considerazione con altre tecniche di pesca e se per l'occhiata un mare teso ed increspato favorisce le catture, il tramonto o l'alba sono propizi per i lucci di mare, il solleone aiuta per la pesca delle lecce stella ed il mese di settembre aiuta a catturare le tracine più grosse grazie all'avvicinamento per la riproduzione. |
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Predatori tradizionali All'interno di questo gruppo possiamo trovare quei pesci quali spigole, lecce e piccole ricciole. In questo caso, pur valendo le stesse regole di altre pesche, il gioco si fa un po' più duro perché la quantità di pesce è nettamente inferiore rispetto all'elenco precedente, inoltre il periodo di pesca è parecchio più limitato e se le maggiori possibilità di successo nei confronti della spigola le abbiamo nel periodo di riproduzione (dicembre-febbraio) per lecce e ricciole (quelle piccole) bisogna aspettare il periodo luglio-ottobre. Anche in questo caso parliamo di prede insidiabili sia dalla barca che da riva. Pelagici. L'ultimo e non meno importante gruppo è rappresentato dai pelagici di passo come tonnetti alletterati, tonni di branco e palamite. |
| Anche se il periodo è più limitato ancora ed i mesi migliori sono da metà maggio ad inizio luglio e poi dopo metà settembre sino a fine ottobre, i pesci di passo sono quelli che offrono maggiori possibilità di successo anche in termini di quantità di catture ed avere giornate con decine di alletterati non è improbabile. | |
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Per questa pesca occorre una barca che tenga bene il mare ed andare alla ricerca delle mangianze, visibili a grande distanza per il raggrupparsi frenetico di gabbiani ed uccelli marini. Le attrezzature di cui in seguito parleremo sono rappresentate, in primo luogo, dall'abbinamento di canna, mulinello, coda e finale, in seconda battuta parleremo di imitazioni per concludere con l'abbigliamento e gli accessori. Come si può ben immaginare una canna 9'# 4 o 5 può tranquillamente essere utilizzata per i predatori minori ma diventa assolutamente inutile nei confronti di una riccioletta o una leccia di 3 o 4 chili così come una canna sempre da 9' ma per coda 9 può essere appropriata per le palamite ma risulta decisamente sovradimensionata, e quindi non divertente, per la pesca delle occhiate. Lo stesso principio è da approfondire per quanto riguarda le imitazioni e questo aspetto richiede lunghe dissertazioni ed un profondo spirito di osservazione. |
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Questo primo scritto vuole essere una brevissima introduzione ad un mondo tutto nuovo, ricco di sensazioni e di scoperte e dove, ogni giorno, si impara qualcosa di nuovo, dove ci sono le regole ma si vive più sulle eccezioni che spesso, poi, si tramutano in regole che ad oggi sono ancora in fase di definizione trattandosi di una tecnica tutta nuova, almeno in mediterraneo. In Sardegna abbiamo tante possibilità ed un mare ancora vivo ed è questo il primo elemento per dedicarsi ad una nuova avventura: la Mosca in mare. |
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