


La traina è una tecnica di pesca rivolta esclusivamente a quei pinnuti che prediligono
cibarsi di pesci vivi. Con esche tassativamente in movimento si cerca di stimolare
l'appetito di questi pesci o comunque il loro istinto predatorio che nasce per il semplice
gusto di attaccare o per difendere il proprio territorio.
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Per esercitare la pesca alla traina a buoni livelli è necessario avere ben chiaro quale
deve essere il movimento ottimale per ogni tipo di esca.
In generale gli artificiali devono essere trainati ad una velocità che varia dai due nodi:
piccoli cucchiaini per occhiate, ai sette, otto nodi: piume o octopus per tonni e pesci spada.
I naturali, vivi o morti, hanno necessità di essere innescati con grande abilità in maniera
tale che, se vivi, non muoiano dopo poco tempo e, se morti, navighino in maniera credibile.
Inoltre, risulta molto importante, ma spesso difficile, riuscire a portare il sistema insidiante
alla profondità voluta. Le difficoltà nascono dal fatto che le componenti che determinano
l'affodamento dell'inganno sono molteplici sia per tipo che per valori.
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O meglio: l'affondamento di una determinata attrezzatura è sempre funzione: del tipo di filo
utilizzato, della sua sezione e della sua lunghezza, della velocità di traina, del tipo di esca,
del peso e di come questo viene ripartito lungo la lenza. Solo a pensarci vengono le traveggole.
Niente paura.
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| HP tipi di pesca |
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